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AA.VV.
Grand Tour, Grand Piano. Il pianismo romantico a diporto per l'Italia dell'Ottocento. A cura di Piero Mioli


Prezzo: € 35.00

  Disponibile



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Dettagli prodotto

Editore: Pàtron

Contiene:
Verso il tema: ROSSANA DALMONTE Grand Tour, Grand Piano. Relazione introduttiva - CHIARA SILEO Dolce Italia. Progetti di viaggio da Chopin a Brahms - A Bologna: DONATA BERTOLDI Venti di Romanticismo al Liceo Filarmonico - ANNAROSA VANNONI Chopin e Liszt a Bologna. Edizioni, cronache, lettere - AGNESE FERRARI L’epistolario di Golinelli tra Chopin e i virtuosi dell’epoca - LUIGI VERDI Pantheon bolognese. Note poco note - Altrove nella penisola: MARIO RUFFINI Firenze. Sempre capitale. Mendelssohn, Liszt e compagni - VITALE FANO A Venezia: fortune e sfortune del pianoforte romantico - PIER PAOLO DE MARTINO Echi del pianismo romantico a Napoli nel ventennio postunitario - GIUSEPPE RAUSA Milano: Liszt nel 1837-38 e i pianisti d’oltralpe dal 1840 al 1918 - ALBERTO IESUÈ A Roma: la ricezione di Chopin nel secondo Ottocento - GREGORIO NARDI Liszt a Firenze. Appunti per una cronaca – Varie: LUCIA NAVARRINI DELL’ATTI Un’amica “fi orentina” di Liszt: Jessie Taylor Laussot - MARIA PIA JACOBONI NERI Rubar con garbo e a tempo. Sul “rubato” in musica attorno a Chopin - ROBERTA PAGANELLI Nino Rossi, celebre pianista forlivese - WOJCIECH NOWIK Bellini: «Casta diva», manoscritto di Chopin.

Descrizione

Dal 2006 la “Libreria Filarmonica” raccoglie gli atti dei convegni organizzati annualmente dalla Regia Accademia Filarmonica di Bologna. Il presente volume, quinto della collana, dedica le sue pagine al Convegno Gand Tour, Gand Piano. Il pianismo romantico a diporto per l’Italia dell’Ottocento, a cura di Piero Mioli, Bologna, Accademia Filarmonica, 2 ottobre 2010. Gli anni attorno al 1810, si sa, furono toccati in modo particolarmente fortunato dallo sguardo di Santa Cecilia, protettrice della musica e dei musicisti, perché la concentrazione di nascite illustri come in quel breve periodo di soli tre anni, dal 1809 al 1811, non è facile ritrovarla nel corso di tutta la storia della musica occidentale (1685: Bach, Händel e Scarlatti, 1813: Verdi e Wagner e pochi altri casi ancora): basti dire che, per coincidenza fortuita o in maniera quasi miracolosa, Mendelssohn, Chopin, Schumann e Liszt nacquero l’un dopo l’altro e l’un dopo l’altro divennero gli esponenti paradigmatici di quella che viene effi cacemente ed espressivamente chiamata la generazione dei pianisti-compositori. (...)