Pellegrino Santucci

Opere per Arpa

  • Curatore: Giuseppe Monari
  • Editore: Ut Orpheus
  • Codice: HS 284
  •   Disponibile
  • € 12,95


La presente pubblicazione raccoglie in questi tre brani le uniche composizioni di Santucci dedicate all’arpa, sia in veste solista sia in dialogo con l’organo, suo strumento prediletto.
La piccola Melodia per arpa, brano semplice e connotato da un apparente scopo didattico, non riporta data di composizione, ma dalla grafia del manoscritto è probabile che risalga al periodo che intercorre tra il 1980 e il 1990. Non sono pervenute altre notizie in merito alle circostanze in cui il brano venne composto.
I due brani Alleluja Modo II e Wachet auf – datati entrambi 20 marzo 1993 – composti per l’insolito duo arpa e organo, sono dedicati ad Anna Maria Restani, prima arpa dell’orchestra del Teatro Comunale di Bologna dal 1965 al 2002, e a suo figlio Wladimir Matesic, organista e oggi docente presso il Conservatorio di Trieste. Il canto gregoriano è il protagonista del primo brano, la cui atmosfera echeggia movenze gotiche e rarefatte; il secondo è invece uno smaccato omaggio a Johann Sebastian Bach (già dalle prime battute è evidente la citazione del Preludio n. 1 del Clavicembalo ben Temperato), attraverso uno dei suoi corali più famosi (Wachet auf, ruft uns die stimme - Alzatevi, una voce ci chiama), utilizzato da Santucci anche per numerose altre composizioni, tra cui Il corteo dei Magi [per tromba, organo, orchestra e coro, 1986, ms.], tuttora eseguito nei concerti natalizi in Bologna.
(Giuseppe Monari)

Autore: Pellegrino Santucci (1921-2010)

Curatore: Giuseppe Monari

Data pubblicazione: 20/1/2020

Pagine: pp. 16 + parti pp. 8

Formato: 230x310 mm

Rilegatura: Punto metallico

ISMN: 979-0-2153-2646-0

Codice: HS 284

Codice int.: hs284

Pellegrino Maria Santucci (1921-2010) entra a dodici anni nell’ordine dei Servi di Maria, nel quale apprende i primi rudimenti musicali, dimostrando subito una spiccata attitudine alla composizione; completerà la sua formazione frequentando il Pontificio Istituto di Musica Sacra a Roma (dove venne trasferito per gli studi teologici e dove fu ordinato sacerdote nel 1944) e diplomandosi in Composizione presso il Conservatorio di Pesaro nel 1949. Al 1947 risale la sua nomina a direttore della Cappella Musicale di S. Maria dei Servi in Bologna, che sotto la sua guida diverrà un polo musicale di ineguagliata attività artistica e divulgativa, costituita da un impressionante numero di concerti, concorsi, convegni, e dalla costruzione di un grandioso organo meccanico, alla cui consolle si esibiranno i più grandi interpreti del mondo. Divulgatore vulcanico, ha lasciato un numero straordinario di composizioni sacre e liturgiche per vari tipi di organici, oltre a pubblicazioni e saggi di carattere musicologico. Tutta la sua attività artistica rappresentò – anche nell’innovazione della sua personale scrittura – una continua lotta per la salvaguardia dell’immenso patrimonio artistico della tradizione sacra, dal prediletto canto Gregoriano alle opere dei grandi compositori del passato.
(Giuseppe Monari)