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Green, J.F.
Il nuovo catalogo Hess delle opere di Beethoven


Prezzo: € 25.00

  Disponibile



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Dettagli prodotto

Editore: Zecchini Editore

Descrizione

Traduzione di Cristoforo Prodan.
Introduzione all'edizione italiana di Roberto Diem Tigani.
Con introduzione di Sieghard Brandeburg.
I cataloghi delle opere dei compositori del passato sono sempre stati considerati appannaggio di specialisti e studiosi. Pedanti sequenze di numeri e numeretti, riferimenti incrociati, notazioni criptiche, spesso disponibili solo nelle lingue di origine del compositore o in inglese. Il catalogo delle opere di Beethoven pubblicato da Willy Hess negli anni cinquanta del secolo scorso, rappresenta tuttavia un’eccezione. Di taglio decisamente antiaccademico il catalogo di Hess si basa sulla fondamentale intuizione che tutto ciò che era già stato pubblicato di Beethoven non solo non era tutto, ma che la cifra stessa del compositore, la sua poetica, poteva essere compresa pienamente solo attraverso un allargamento del concetto di «opera», che ricomprendesse, tra le altre cose, anche le versioni abbandonate, i pezzi incompiuti, gli studi e persino alcuni frammenti. E che queste nuove acquisizioni non venissero solo pubblicate, ma che ne venisse data anche una visione in un certo senso «cartografica», sotto forma di catalogo commentato. Il suo catalogo dunque, che nasceva dall’esigenza di mappare tutto ciò che non era stato pubblicato nella vecchia Gesamtausgabe in vista di un aggiornamento della stessa, completava in un certo senso l’immagine del compositore stesso, mettendone in evidenza lavori mai pubblicati prima e svelando le caratteristiche del suo processo compositivo. Ma questa nuova edizione del catalogo Hess, curata da James F. Green, non è solo una ristampa, e una traduzione, dell’ultima versione dell’opera di Willy Hess. Come la voce narrante fuori campo che commenta le immagini di un documentario storico, con la sapienza di chi sa come poi sono andate a finire le cose, così Green aggiunge, ad ogni numero del catalogo Hess, le sue notizie aggiornate su quello che è accaduto dopo, sia in termini di ritrovamento e conservazione delle fonti originali, sia in termini di scoperte e conquiste di rilevanza musicologica e storiografica. Ogni numero ci racconta una piccola storia. Alla fine ne viene fuori un insieme di quadretti impressionistici, che ci danno la sensazione di essere lì, a rovistare tra le carte di Beethoven, mentre lui ci guarda con benevolenza alle nostre spalle. Era forse quello che lui voleva, esserci vicino, parlarci direttamente, oltre la vita, con la sua testimonianza e col suo modo di significar per musica.